dic 13 2008

Moio della Civitella

Tag: UncategorizedAssociazione Culturale Mojoca @ 7:00 pm

Moio della Civitella

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stemma    Provincia di Salerno

    Sito Web : http://moiodellacivitella.asmenet.it/

 

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Moio della Civitella è un centro abitato situato nel Parco Nazionale Del Cilento.

 

Di Moio come centro abitato si ha una prima notizia documentata nel 1052 quando apparteneva alla baronia di Novi; il paese ha avuto un notevole incremento demografico tra il 1552 ed il 1595.
Il nome di questo paese deriva da quello antico del torrente (affluente del Badolato) che scorre a valle dell’abitato dove veniva effettuata la concia delle pelli e che nel 1186 costituiva il confine tra i beni della badia di Santa Maria di Grasso e quelli di Santa Maria di Pattano.

E’ probabile che il primitivo insediamento si sia formato attorno alle edicole di San Bartolomeo e di Santa Sofia, come sviluppo di gruppi rurali promossi su queste bene esposte colline ove quei laboriosi monaci avevano impiantato alcuni uliveti.

Sulla sommità del colle Civitella sussistono resti di mura greche e di costruzioni di età romana.

Nel Medioevo, Moio,  è appartenuto  molto probabilmente come casale a Vallo della Lucania. Nel secolo XVIII il borgo era possesso della famiglia Pepe con il titolo di baronia. Del 1928 al 1945 il comune venne aggregato a quello di Vallo della Lucania.

I resti della rocca fortificata greca sul colle sono stati costruiti in grossi blocchi regolarmente squadrati e disposti sul finire del secolo V a.C. dai greci della vicina Elea. La rocca si conserva in tutto il suo perimetro di circa ottocento metri. Sul versante occidentale sono i resti della strada greca di accesso; su quello meridionale, dominante i valichi montani, si distingue una porta particolarmente munita ed articolata del secolo IV° a.C., laddove sul lato orientale le fortificazioni assumono notevole spessore ed imponenza. Nell’area interna si intravvedono resti di abitazioni militari e di una area sacra. Una cappella probabilmente del secolo XII-XIV è oggi completamente occultata da costruzioni del secolo scorso.

 

  • Come raggiungere Moio

Arrivare in auto:

Per raggiungere Moio della Civitella è necessario percorrere l’A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire allo svincolo di Battipaglia ed immettersi sulla variante SS 18 in direzione di Vallo della Lucania. La distanza da Salerno è di 79 km.

Arrivare in treno:

Moio della Civitella è servita dalla stazione ferroviaria di Vallo Scalo.

 

  • Dove alloggiare

Agriturismo Civitella
n° Posti letto 15 | Ottima cucina tipica cilentana | Tel.349 8242456

Camere in affitto  Casa Passaro Piazza Municipio, Moio della Civitella  | Tel. 3274466944

Affitta Camere Tempa di Riato Pellare di Moio della Civitella | Tel. 3409456100 visita il sito

Ristorante Cantina Casino Don Titino n°Posti letto 3 - Ottima Cucina Cilentana
Tel. 339 5068127

B&B Arcadia Tel. 0974 66268 | 348 6938207

Ristorante – Trattoria “ZIA ROSA” - Via Civitella – Pellare | Tel.  3496414028

 

 

 

  • Info turistiche

civitella porta sud

 Parco Archeologico della Civitella

Nel V secolo a.C. Velia, città famosa per la Scuola Eleatica, per difendersi dalle incursioni dei popoli interni, pose lungo i suoi confini degli avanposti di difesa. Uno di questi fu il Frurion di Civitella. La caratteristica di questa fortezza ha suscitato molto interesse negli ambienti di studi militari e urbanistici.

E’ uno dei siti archeologici più suggestivi del Cilento interno, protetto dal fresco ombroso di un fitto e rigoglioso castagneto.

La collina della Civitella (818 m. s.l.m.) occupa una posizione strategica di controllo di tutta la viabilità naturale tra le zone interne montuose e lo sbocco al mare. Alle pendici del colle, sul versante meridionale, si apre il valico verso Cannalonga che conduce agli Alburni e da qui al Vallo di Diano; l’altro versante domina il corso del Badolato e quindi la viabilità verso Velia.

La posizione dominante, la presenza dei corsi d’acqua e delle sorgenti, le terrazze pianeggianti hanno favorito l’impianto di un insediamento articolato e complesso che, certamente, dal controllo delle direttrici di traffico, ha ricavato ricchezza e potenza. La frequentazione del colle è documentata dalla fine del VI sec. a.C., da alcuni frammenti ceramici raccolti in superficie, ma è a partire dalla metà circa del IV sec. a.C. che inizia la costruzione di una possente cinta fortificata, articolata in due circuiti che racchiude il colle su tre lati; il lato a Nord è difeso naturalmente dallo strapiombo della roccia.

 La costruzione della cinta ha richiesto tempi lunghi e maestranze specializzate; i blocchi di arenaria locale sono perfettamente tagliati e squadrati e messi in opera a filari paralleli, conservati, in alcuni tratti per un’altezza di 5/6 filari.

 Delle diverse porte che consentivano l’accesso all’abitato, una in particolare sul lato meridionale, si è conservata meglio.

La porta presenta un complesso sistema di difesa ed è costituita da un lungo e stretto corridoio che accede ad un vano rettangolare che, a sua volta, si restringe nel vero e proprio ingresso chiuso dalla porta di legno di cui rimangono i cardini tagliati nella pietra e la traccia del battente.
La porta era coperta da un arco costruito con i blocchi squadrati tagliati, su un lato, in curva, secondo una tecnica costruttiva largamente nota in numerosi altri siti dell’Italia Meridionale.
Sul pianoro centrale del colle è stato esplorato, in piccolissima parte, l’agglomerato di case, di cui si conosce ancora poco la planimetria e l’organizzazione dei vani. Anche la scoperta di uno spiazzo scoperto, basolato, non ha trovato ancora una valida spiegazione e solo un’esplorazione più ampia potrà consentire una lettura complessiva dell’abitato.
A breve distanza è stata individuata un’altra struttura, più complessa che, la presenza di un deposito votivo, connota come un edificio di tipo cultuale.
Il centro antico della Civitella, fiorente soprattutto tra IV e III sec. a.C., è abbandonato già alla fine del III sec. a.C. quando, con l’arrivo dei Romani, si assiste alla scomparsa improvvisa degli insediamenti ed allo spopolamento delle campagne.
Aperto ancora è il dibattito se queste fortificazioni sparse nell’entro-terra di Velia siano una forma di difesa del territorio organizzato della città greca o piuttosto rispondano, come sembrano suggerire i dati della ricerca più recente, a quella forma di occupazione capillare del territorio da parte dei Lucani, a partire dalla fine del V sec. a.C. quando conquistano Poseidonia.
D’altro canto anche ad Elea, considerata un “baluardo della grecità” , non mancano, soprattutto nella cultura materiale, segni evidenti di una promiscuità con i Lucani che occupano, come si è visto, con fattorie sparse, tutto il territorio lungo la valle del Badolato.

Fonte: http://www.storia.unina.it/archeo/moio.html

 

Telaio

 Museo della Civiltà Contadina
Aperto  anche nei giorni del Festival dalle 16.00 alle 21.00
info: 347 4049844

 Realizzato con il patrocinio ed il concorso finanziario del comune di Moio, è il risultato di un’interessante iniziativa didattica delle scuole elementari di Moio – Pellare.
Il museo costituisce una rassegna ampia, pressocchè completa ed anche spettacolare di quanto attiene alla attività e alla cultura del mondo rurale.
Il Museo si articola in numerose sezioni, dele quali le più ricche ed interessanti sono:

Sezione domestica;

Sezione tessile;

Sezione olivicola;

Sezione cerealicola;

Sezione vincola;

Sezione storico-religiosa.

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